sabato 23 maggio 2020

Chi pensa che il tele lavoro o smart coworking sia una novità.  Io lo pratico con grande soddisfazione  da 13 anni. Cosa credete ci stia a fare a casa pure di luglio. Le pippe? Beh certo.  Specie chi non capisce perché i convegni si facciano di fine settimana vive o è  morto in un altra epoca

giovedì 21 maggio 2020

e si riprende anche con la Bellezza sacra della Val d'Orcia della Maremma e della Costa più rinomata della Toscana: l'Argentario!

alla faccia dei frustrati e della frustrate di quando c'era lui... e noi quelli dopo la Guerra sì ma quei ladri di ora no...i parenti in politica i compagni di scuola, i cugini... gli zii  gli amanti gli amici degli amici... anche noi ci si ha conoscenze...a Marina...di Pisa  e Colognole Livorno

in psicologia si chiamano: proiezioni

mercoledì 20 maggio 2020

E la vita quotidiana riprende con fantasia. Con il completamento dei nuovi libri. Con recensioni e ritrovarsi con amici e colleghi.

Con la ripresa dello sport fuori palestra casalinga. Con l'acquisto di una nuova cucina per la bella casa che solo delle credulone pettegole strapaesane avevano inteso o meglio sperato lasciassi. Io mi riferivo alle case vacanza con
la riapertura  delle seconde case in Maremma  e sulle Dolomiti.

Con la cura del corpo e della psiche  grazie al buddismo  e vegetarianesimo da anni solenne pratica.

Con l'amore per tutte le creature. Comprese le vespe e le zanzare. Animali  inutili.

Inutili sono altri. Che praticano l odio la maldicenza la cattiveria per le loro frustrazioni di  esseri viventi che hanno letto l ultimo libro alle scuole professionali.  Ma bisogna voler bene anche a loro. Anime basse non evolute. Cattivo karma

martedì 12 maggio 2020


INTERVISTA a Franco D'Ippolito- direttore artistico del MET

PRATO

RUMORSCENA: qual è la situazione attuale al MET e cosa state facendo per far riemergere l'Ente da questa gravissima crisi di settore a causa del COVID-19? Quando pensa potrete ricominciare a lavorare e quali saranno secondo lei i problemi da affrontare per ripartire?

D'IPPOLITO: Stiamo facendo quello che ci è consentito provando a immaginare possibili scenari. Il Teatro è stato chiuso l'otto Marzo. Io stesso da direttore sto lavorando in Remoto. E' necessario azzerare alcune questioni a livello di Amministrazione rispetto al lavoro che già avevamo programmato avendo chiuso in anticipo le attività annullate per forza maggiore dall'emergenza sanitaria. Il nostro obiettivo attuale è quello di cercare di recuperare il pregresso riproponendo a Produzione programmata sia per gli artisti che per i tecnici. Un obiettivo che speriamo di poter realizzare dentro lo scenario possibile di una riapertura. L'ipotesi a cui lavoriamo è quella di riprendere da dopo Ferragosto ossia ricominciare a lavorare con una proroga della Stagione 2020/2021 con la realizzazione del Festival Contemporanea previsto dal prossimo 20 Settembre. La Stagione calendarizzata non è stata contrattualizzata, quindi l'unico scenario possibile a cui agganciarci è quello preesistente dal momento brutalmente interrotto dell' otto Marzo. Se riusciremo a riprendere la nostra attività sia di palcoscenico con gli spettacoli che di platea con la presenza del pubblico (settembre o dicembre o Gennaio 2021), sarà necessario rivedere tutta l'organizzazione delle attività dal punto interrotto. E se ripartiremo, come tutti ci auguriamo, non sarà in modo normale. Dovremo convivere col contagio. Stiamo lavorando con l'AGIS per proporre un protocollo con scienziati per capire insieme le modalità. Si riaprirà nell'interesse della salute di tutti i lavoratori, degli artisti e del pubblico, ma è necessario riaprire perchè abbiamo bisogno del Teatro! Oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori del Teatro sono a reddito zero. Dobbiamo riportarli al loro posto di lavoro. Per quanto riguarda il pubblico: la nostra idea è quella di ridurre di 1/3 la capienza dei nostri Teatri. Per cui il Metastasio da 600 posti ne conterrà 200, il Fabbricone da 360 ne conterà 120 e cosi' il Magnolfi. Al Metastasio avremo uno spettatore ogni due sedie vuote. Le file saranno occupate in alternanza: una sì e l'altra no. Stiamo ragionando con degli architetti per capire come fare per restituire al futuro pubblico il piacere di tornare a teatro dentro un luogo di bellezza, evitando la sensazione di disagio, come quello di fruire uno spettacolo dentro uno spazio di guerra.
Il primo comandamento che ci siamo dati è quello di riuscire a mantenere il binomio Arte e Bellezza: la situazione del settore è difficile ma siamo in grado di farcela.

RUMORSCENA: A livello dei vostri rapporti col Ministro del Turismo e Spettacolo Franceschini, cosa sta accadendo rispetto alla ripresa del lavoro?

D'IPPOLITO: Per quanto riguarda la ripresa economica dei lavoratori nel Decreto Cura Italia: dovrebbero esserci inclusi degli ammortizzatori sociali. Stiamo collaborando col ministro Franceschini e i suoi uffici per definire un biennio speciale in stato di emergenza. L'anno 2020 è andato perduto. Il 2021 rischierà pesantemente le attività sospese dal 2019/20. Tutti lavoreremo per un rientro graduale: la prospettiva è quella di una nuova normalità però diversa da prima che ricominci dal 2022 nel senso che torneremo ad una proposta calendarizzata delle attività e della Stagione triennale solo dal 2022. Quindi non ci sarà una Stagione triennale regolare 2021/2023 ma una programmazione speciale per due anni fino al 2022. L'ambizione è quella di definire proprio dal 2022 una nuova normalità sia organizzativa sia per gli artisti che per i lavoratori del MET in una prospettiva a cui stiamo pensando in cui ci sarà un modo diverso di fare Teatro in totale libertà creativa per gli artisti dentro un tempo per ora sospeso.

RUMORSCENA: Cosa pensa del dibattito attuale sul ruolo dell'artista di teatro in tempi di Covid 19 e Social? È favorevole a questo spostamento di campo dal teatro dal vivo ai Social?

D'IPPOLITO: Sono favorevole. L'Artista vive in questo momento l'occasione per ampliare in maniera decisiva il dialogo e il confronto con altri artisti e con se stesso. E' questo un fattore importantissimo nell' adesso e nel dopo emergenza. Ben vengano quindi piattaforme sui social utili quando si possa veicolare l'arte teatrale per i propri lavori artistici o come esempio di archivio in Rete come sta accadendo su FB o su canali privati come Whatt's up. Tutto questo aiuta a mantenere un dibattito vivo fra artisti, operatori e un collegamento virtuale col pubblico. In attesa di un ritorno allo spettacolo dal vivo. Sono gli artisti il nostro propulsore di idee. Il loro “narcisismo” è in funzione dell'arte e della creazione quindi ben vengano proposte e idee da parte loro.
Per quanto riguarda invece la mia responsabilità di Direttore di un Teatro Pubblico sugli artisti, tecnici e organizzatori, sta a me garantire una maggiore incisività di prospettive lavorative. Coloro che oggi sarebbero sotto scrittura e non hanno contratti, posso provare a garantire loro lo stesso reddito, le stesse giornate lavorative nel momento in cui ci sarà la ripresa di Settembre. Il mio primo criterio da funzionario per gli Artisti e lavoratori del MET è il recupero della Produzione con la riprogrammazione delle attività interrotte l'8 Marzo. Per il momento: arrivederci a Prato al Festival Contemporanea dal 20 Settembre.





Intervista a ANGELA FUMAROLA direttrice artistica (con Fabio Masi) di ARMUNIA e Festival Inequilibrio

ROSIGNANO MARITTIMO ( Livorno)


RUMORSCENA : qual è la situazione attuale ad Armunia e cosa state facendo per far riemergere le attività produttive, le Residenze e il Festival In/Equilibrio da questa gravissima crisi del settore dovuta al COVID 19?
Quando pensa si possa ricominciare a lavorare e quali saranno i problemi da affrontare per ripartire?

FUMAROLA: Ad Armunia continuiamo ad utilizzare dalla chiusura di Marzo degli spazi e delle attività, lo strumento digitale: un tavolo di riunioni in team. Le teniamo in collettivo anche con i tecnici e il personale di accoglienza una volta alla settimana in video chat, mentre con l'ufficio stampa e social team ne facciamo una al giorno. Abbiamo anche aperti dei tavoli internazionali. L'eccezionalità della fase ci porta ogni giorno anche sui tavoli regionali delle residenze artistiche toscane. Per quanto riguarda il Festival In /Equilibrio (spostato a Settembre), il compito degli operatori è quello di creare le condizioni per la cura degli artisti come da protocolli Regione Toscana e come priorità insieme alla Compagnia Kilowatt Capotrave (Sansepolcro-Arezzo). Ma non voglio adesso parlare del problema attuale perchè preferisco pensare al futuro che voglio immaginare in termini di desideri. In questo momento di totale incertezza con tutte le attività sospe In /Equilibrio a Settembre. Abbiamo ancora l'obbligo di impedimento di trasferimenti fra Regioni, cosa che per le nostre collaborazioni artistiche sono necessarie. Sono saltate le ospitalità internazionali previste a Giugno-Luglio con la Cina e col Canada spostate al 2021. Il nostro Festival si terrà tutto all'aperto nella cornice degli spazi fra le mura medievali del Paese di Rosignano Marittimo. Non prevediamo la partecipazione di pubblico se non dei cittadini dai propri balconi. Non vogliamo parlare di recupero del calendarizzato nella stagione bloccata, quanto piuttosto guardare avanti. Oggi il tempo per noi di Armunia ha acquisito una dimensione non più lineare ma diagonale. La sfida che lanciamo insieme a Kilowatt è quella delle Residenze toscane di cui siamo capofila. Per questo abbiamo pensato a stilare e pubblicare il Bando per Residenza digitale già operativo (si trova su FB pagina:ARMUNIA). Servirà a trasformare la mancata prossimità fra gli artisti e degli artisti col pubblico, in un'altra dimensione: quella di un' agorà virtuale. Gli artisti sono invitati a presentare il loro progetto da dentro le proprie mura domestiche e avrà come canale il WEB. Come ne usufruiscono? Con un contributo individuale da interagire col pubblico della Rete. La nostra proposta certo non potrà sostituire le Residenze ma stimola nuove forme di ricerca autorale. Interrogarsi sul presente via piattaforme del Web, non potrà sostituire certo il Teatro dal vivo, tuttavia sono convinta che lo strumento del Web sia molto interessante in questo momento. Penso, per esempio, che gli adolescenti abbiano vissuto meglio di noi adulti questa fase dei due mesi in quarantena del COVID 19, in quanto loro a differenza di noi sono nativi digitali. I problemi che stiamo affrontando e le paure, riguardano oggettivamente la normativa relativa all'ordinanza sulla sanificazione degli ambienti di lavoro. Per quanto concerne alcune categorie di nostri lavoratori, immaginiamo si possano creare dei pannelli di divisio

lunedì 4 maggio 2020


In ricordo di un grande artista Giacomo Verde

renzia.dinca

Giacomo Verde aveva negli occhi la curiosità mobile del bambino e nel lavorare coi colleghi la capacità di entusiasmare e interagire con sana leggerezza, complice una creatività a tutto raggio che spaziava dalle ideazioni alle performance alle installazioni che lo hanno reso una delle personalità di spicco della Video Arte.
Ho avuto occasione di assistere ad alcune sue prove d'artista come critico teatrale e anche la fortuna di collaborare per uno spettacolo in cui ero stata coinvolta come drammaturga.
La prima esperienza di contatto diretto e personale è stata alla Città del Teatro di Cascina dove collaboravo come consulente. Era il 2005. Alessandro Garzella allora direttore artistico, lo invitò per allestire Storie mandaliche 3.0, una riedizione di Storie mandaliche 2.0, lavoro rivolto al Teatro Ragazzi ma anche adatto ad un pubblico adulto. Lui stesso era in scena come performer diretto da Fabrizio Cassanelli. Trovai il lavoro interessante anche se in corso di aggiustamenti. Piacque molto ai ragazzi perchè coglieva in pieno l'esigenza di utilizzo anche in teatro e nella narrazione, delle nuove tecnologie che allora stavano entrando in modo massiccio nell'immaginario dell'infanzia e adolescenza. Nel 2006 sempre per La Città del Teatro produsse il video Sintomi-è più potente di me sul Laboratorio tra disagio mentale e scena tenuto da Garzella e Cassanelli (vedi anche Il Teatro del dolore -Titivillus, a mia cura). E' nel 2007 che collaborammo insieme chiamati da Paola Marcone regista e attrice per il lavoro Passio Mariae, che andò in scena per il Teatro di Buti di Dario Marconcini, di cui curò le video-scene ed ebbe molte repliche. L'ultimo incontro con lui fu nel 2015 a SPAM di Roberto Castello ( faceva parte del team artistico) presso Lucca. Lui stesso era in scena con Artist=Zombie. Nel lavoro erano esposte 12 foto accompagnate da una lettura dei punti di un Manifesto secondo cui gli attori sarebbero Zombie “se uccidi uno zombie non è omicidio. Se uccidi un artista è un omicidio?”. Ciao Giacomo





giovedì 30 aprile 2020


LA PAROLA A TE DOVUTA

  CORPI NUVOLOSI

*

Il tuo è un corpo nuvoloso
un corpo opaco opacizzato
il tuo è un corpo lattiginoso

Come ai raggi X un referto numinoso
il tuo è un sorriso etrusco
un occhio magnetizzato brusco

Il tuo è un suono elettrizzante
stupefacente nomadizzante
penetrante errante

Ed io  così ti colsi sulla soglia
finchè cadde la foglia
e si cadde come corpo morto cade


*

Leggemmo insieme lo stesso passo
Io esitante e tu  già innamorato
stessa lingua stesso presepe

il passaggio fu necessario, breve
non ti mordesti la lingua
tutta l’allungasti tutta ex abrupto

 e come ratto s’apprende il senso il suono
fuori come adesso il gelsomino
ed il moscone, mio drone

*
Nel letto -lago ghiacciato
-è stata lei che non ha voluto
ma io volevo e tu lo sai bene


Chi la corda e chi l’impiccato?
chi il servo chi il padrone?
 a testa in giù bivaccati

Tu  col tuo bastone
io col mio pastone
le piogge  lavano la mente

I corpi nuvolosi
dominano dall’alto  sul niente
ll cane latra, Caronte non mente


*
e tu come hai passato il nostro anniversario?
ad ascoltare, silenziato, il suono del murmure
su muretti a secco-bivaccato

fianco a fianco femore a femore
epicondilo su epicondili
guarnito di matita copiativa

di là  da te muro contro muro
la madre punitiva la Gorgone
la badessa la mater dolorosa-serpentessa

ed io? io in  Normale a ripassare
lezioni di canto e di suono
accanto  a me il tuo dono: il perdono


*
Nel letto -lago ghiacciato
-è stata lei che non ha voluto
ma io volevo e tu lo sai bene


Chi la corda e chi l’impiccato?
chi il servo chi il padrone?
 a testa in giù bivaccati

Tu  col tuo bastone
io col mio pastone
le piogge  lavano la mente

I corpi nuvolosi
dominano dall’alto  sul niente
ll cane latra, Caronte non mente

*
Tu sei la prova vivente
di cosa esercita la mia mente
perfetta sposa del mio niente-

Io? io ti ho amato e t’amo
nel mio ghiacciato peccato
Abele è stato  vendicato impalato

Chi fa scempio di spada
attenda che la parola affondi
sul  fiume seccato incontinente

sei nell’esatto centro della mia mente
sei per me per sempre
metamorfico demonico presente





*
Sei nel corpo astrale, adesso
quello che tu chiami inconscio
-esiste l’inconscio, sì  io lo chiamo

corpo astrale dove tu esisti come onda
vibrazione presenza- assenza
Spirito puro incistato mammillare

*

io non sono il mio Sintomo
sono il mio Stile, il che
mi rende irresistibilmente SS

seduttiva adorabile odiosamata stronza
tanto io vado per la mia strada-adieu
e chi mi ama non mi segua alé

*
conosco un uomo di me
assai più danneggiato
ma ahimé parlar non posso
 del peccatore-e neanche del peccato

proverò a travestirlo sotto falso nome
insomma un nick name  da devastato
quel nome si chiama hybris
e prova ne costituisce reato


*
Era scritto- disse l’amico poeta
l’avevi già vissuto in te ed adesso
lui è arrivato . ti chiama a Sè

Ti vuole. Nella Caina, precipitare
saltare il fosso la nona dimensione
giù nel gorgo a più non posso

come il cane cerca l’osso
nel vortice  a due dentro la prigione
del corpo a corpo corpo mortificato corpo


*
eppure tu lo sai e solo tu adesso
che son stata io che ho salvato te
e non tu me

e mi dovrai ringraziare ad oltranza
perché come maschio – e audace
in fondo sei solo un uomo anzi un batrace


*

lunedì 20 aprile 2020


l'Amore al tempo del Coronavirus

fa effetto trovarti in farmacia
io e te insieme parcheggiati
io e te insieme non ancor malati

dunque tu eri, anche di spalle
anche dopo un pò di tempo
-noi in tramaglie amareggiati

poi entrasti tu per primo
e subito ne uscisti: eri tu!
oh mio principe divino

in Farmacia sull'argine alle Maggiole
il di di lunedì del Dagli all'untore
9 marzo

--------------
il mio super ego è al tuo superiore
Or che arriva il decreto per l’untore
or che  in casa parcheggiati


Mentre vedo te ahinoi in farmacia
tu che sei il Re della  egomania
anche tu malato di coronafollia?

e poi il 10 fummo tutti all'appello Marzolino
scolarette scolaretti tutti fuori dal cancello
soli in casa da follia DPDR 1-2-3contagiati

anche tu solo e sei (Aprile d'aria marcia l'aria)
e senza un fiore.io ascolto solo Greta e il Papa
Noi non accompagnati ma LIBERI da esiliati

Casa-mia (Tua) 20 Aprile 2020

#tuttaquestasimmetria

#uffa! ora sbotto


sabato 18 aprile 2020


Intervista a Elisabetta Salvatori. In morte e in vita di Luis Sepulveda

renzia.dinca

Forte dei Marmi-Pisa

La scomparsa di Luis Sepulveda, lo scrittore cileno esiliato in Europa dopo la dittatura di Pinochet per la sua militanza politica a fianco di Salvador Allende (ne era stato da giovanissimo, guardia del corpo) a causa del Coronavirus, lascia un senso di stupore e annichilimento sia in chi lo aveva amato in quanto lettore dei suoi romanzi sia in chi aveva visto in lui un simbolo di resistenza contro le dittature in America Latina. La sua fama in Italia inizia in una fase politica in cui il nostro Paese era sull'orlo di una crisi della democrazia senza precedenti dopo la seconda Guerra mondiale (sullo sfondo del rapimento di Aldo Moro il golpe di Pinochet nel 1973, la repressione di Videla in Argentina, la Grecia dei colonnelli). In quella fase complessa per il nostro Paese molti intellettuali perseguitati dalle dittature del Centro e Sud America trovarono in Italia un Paese d'accoglienza. L'Università di Pisa ospitò docenti e studenti sfuggiti ai regimi provenienti dall' Argentina, dalla Bolivia, dal Cile, da Atene, come più avanti molti palestinesi in fuga da Sabra e Chatila. A Pisa in un comune della provincia: Vecchiano (dove tra l'altro è nato Tabucchi), si formò un forte tessuto politico-sociale che faceva riferimento alla Scuola di don Milani e che ha visto e vede tuttora proseliti ispirati alle figure di Michele e Francesco Gesualdi, fra i primi allievi del prete ribelle di Barbiana.
Lo scrittore Sepulveda era molto amato in Europa e nel nostro Paese sia da lettori forti che da intellettuali che avevano visto in lui, vittima di carcerazione, torture e successivo esilio nel Cile del golpe, una figura di riferimento per la sua storia personale al servizio di cause civili mondiali e per la sua scrittura che incarna uno spirito critico di impegno, solidarietà, lealtà ed amicizia sui temi della giustizia sociale, dell'ambientalismo, della resistenza verso ogni forma di repressione individuale e collettiva. Molti intellettuali pisani uno fra tutti Antonio Tabucchi, ereditò e rese a sua volta unico nelle sue opere letterarie di ambientazione portoghese (una fra tutte: Sostiene Pereira) quel “realismo magico” che in America Latina aveva in Marquez la sua punta massima di fulgore. Sepulveda ha ricevuto il Premio Pegaso d'oro a Firenze nel 2013 nelle mani del Presidente della Regione Enrico Rossi e fu premiato a Prato al Centro Pecci nel 2015 nel corso della Rassegna Uomini di guerra, nel quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini con una motivazione che parla del ruolo della letteratura come denuncia contro i soprusi. Ma l'affiliazione dello scrittore cileno col nostro Paese ha radici più antiche: è nella Versilia dei cavatori del marmo di Carrara, nella storia dell'anarchia che in quelle province fra la costa della Versilia e le Apuane ha un peso importante, una delle sue più corrisposte e intense partecipazioni a riti collettivi di piazza e di condivisioni umane ed amicali. Ne abbiamo parlato con Elisabetta Salvatori, attrice e autrice che dalle mani di Sepulveda ha creato una riduzione ed adattamento per la scena di una delle sue più famose opere letterarie per l'infanzia: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (Guanda 1996) da cui sono stati tratti un film e un cartone animato

Rumorscena: Come e quando ha conosciuto Sepulveda?

Salvatori: Era il 1998. Stavo per andare in Bosnia per tenere un laboratorio di burattini. Vado in libreria perchè volevo portare con me in viaggio un libro. Trovo uno scatolone di libri appena arrivati con in copertina il nome: Sepulveda. Me ne compro uno e lo leggo d'un fiato: era La Storia della Gabbianella. Ho subito capito che quel libro “era stato scritto per me”, per una serie di assonanze autobiografiche personali. Ho creato una riduzione di 15 minuti della storia per la scena. Pochi mesi dopo a Pietrasanta viene invitato Sepulveda per un pubblico incontro dove ho un primo contatto con l'autore. Nel 1999 il 14 Settembre Sepulveda viene invitato a Pietrasanta dal Sindaco perchè insignito di cittadinanza onoraria. Il Sindaco mi aveva chiesto di presentare il mio lavoro nel corso della cerimonia che avveniva nella piazza con un enorme concorso di pubblico. Io mi presentai con baffi da gatto (il gatto Zorba, che era gatto di famiglia di Luis, di sua moglie e dei numerosi figli in casa ad Amburgo) e tutina nera. Dopo oltre due ore a cerimonia quasi finita, Sepulveda mi fa cenno di salire sul palco. Conosceva bene l'italiano (la sua traduttrice lucchese anche di molti autori in lingua spagnola è Ilide Carmignani). Una volta eseguita la mia performance mi disse: Ascoltavo la storia come se non la conoscessi e fosse la prima volta” Io gli risposi: Questa storia lei l'ha scritta per me

Rumorscena: Come è poi arrivata a diventare l'autrice-attrice con centinaia di repliche tuttora in tourneè della Gabbianella?

Salvatori: Qualche mese dopo la cerimonia a Pietrasanta andai a Torino per un provino RAISAT, una registrazione di 33 puntate di GLU GLU RaiSat per i bambini con delle favole che avevo scritto di mio pugno. Eravamo sempre nel 1999. Caso volle che Sepulveda fosse a Torino per incontrare alcuni suoi traduttori. Fu in quella occasione che mi autorizzò con liberatoria a recitare in pubblico la Gabbianella. Mi disse: Mi sa che questa storia l'ho scritta per te

Lo rividi poi qualche anno dopo a Roma, a casa di Gianni Minà in occasione del compleanno del giornalista che tanto conosceva l'America Latina, sua la famosa intervista a Fidel Castro. Mi aveva invitata sua moglie perchè aveva apprezzato il mio lavoro sulle fiabe e sulla Gabbianella. Portai allora come dono di compleanno a Minà la mia fiaba per bambini: Lucio è un Poeta, dedicato a Luis.

Elisabetta Salvatori è attrice e autrice. Nella sua casa di Forte dei Marmi conduce uno spazio teatrale dove recita testi suoi e ospita rassegne di poeti e intellettuali. L'ultimo in ordine temporale una serie di incontri con la spiritualità con interventi di sacerdoti nell'epoca di Papa Francesco



Newsletter 17 aprile 2020



La richiesta è stata presentata nel Comitato per l'Ordine e la sicurezza di Livorno

Minacce ai giornalisti: Odg Toscana chiede massima attenzione alle Forze dell'Ordine
 

Mettere in campo tutte le misure per prevenire qualsiasi atto di violenza fisica o verbale contro i giornalisti: questo è quanto ha chiesto l'Ordine dei giornalisti della Toscana al Comitato provinciale dell'Ordine e della Sicurezza di Livorno, riunito questa mattina in videoconferenza, su convocazione del prefetto Gianfranco Tomao.

Insieme a lui alla riunione erano presenti la vicaria del questore Francesca Montereali e il capo di gabinetto della Questura Daniele Ridente, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello  Massimiliano Sole, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Gaetano Cutarelli, il sindaco di Livorno Luca Salvetti  insieme alla comandante della polizia municipale Annalisa Maritan, il comandante della Polizia Provincia Maurizio TrusendiFabrizio Brancoli, direttore de Il Tirreno, Carlo Bartoli Silvia Motroni, rispettivamente presidente e segretaria di Odg Toscana.

All'ordine del giorno, infatti, vi era 
la segnalazione fatta ieri proprio dall’Ordine dei giornalisti della Toscana in merito alle minacce rivolte nei confronti dei giornalisti del Tirreno e ai precedenti episodi di violenza registrati a Livorno e Firenze. Segue



Le risposte alla lettera aperta del presidente di Odg Toscana Carlo Bartoli

Coronavirus: ringraziamento ai media degli Ordini Infermieristici
 

Apprezzamenti e ringraziamenti: è quanto contengono le risposte arrivate nei giorni scorsi alla lettera del presidente di Odg Toscana Carlo Bartoli, rivolta a medici e personale sanitario della regione.

Nella lettera aperta, 
inviata da Bartoli la scorsa settimana, il presidente di Odg Toscana aveva espresso il proprio ringraziamento a medici e personale infermieristico e sanitario per il lavoro svolto a rischio della propria vita, un'attività in prima linea simile a quella dei giornalisti nel campo dell'informazione.

Nelle risposte giunte dagli Ordini delle professioni infermieristiche di Arezzo, Grosseto e Firenze-Pistoia, oltre a ringraziare per la solidarietà, i tre presidenti hanno espresso, a loro volta, apprezzamenti al lavoro svolto dai media nella lotta al Covid 19. Segue

 




FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tutti gli eventi formativi in programma sono sospesi e saranno rimodulati automaticamente nelle prossime settimane.

Approvati dal CNOG 5 nuovi corsi per la formazione professionale disponibili online sulla piattaforma Sigef.

Ricordiamo che, oltre al sito internet, Odg Toscana è presente sui social media 
Facebook Twitter e invia ogni settimana newsletter informative a tutti gli iscritti.


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www.odg.toscana.it- testata registrata presso il Tribunale di Firenze al nr. 5208 dell'08.10.2002.
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giovedì 16 aprile 2020


Comunicato stampa

L'Ordine ha scritto al Prefetto di Livorno: siano immediate e risolute le misure di contrasto 
Insulti e minacce ai giornalisti del Tirreno
L'Ordine chiede un immediato intervento delle autorità: "Clima preoccupante"


 

Firenze, 15 aprile 2020 - Dopo le aggressioni ai danni di due colleghi, una avvenuta a Livorno e l’altra a Firenze, un nuovo campanello d’allarme ci induce a chiedere un intervento risoluto da parte delle autorità a difesa dai giornalisti in Toscana.

Leggiamo su Facebook un’esternazione di un signore che afferma “che i giornalisti del Tirreno andrebbero presi a bastonate dalla mattina quando si svegliano alla sera quando vanno a dormire”.  Lo stesso conclude affermando che i cani sono “comunque sempre migliori dei giornalisti del Tirreno”.

Occorre contrastare subito e in maniera risoluta questo bruttissimo clima: lo stress da pandemia non può trovare sfogo nella caccia o nell’insulto al giornalista. Per questo, l’Ordine dei giornalisti della Toscana ha scritto al Prefetto di Livorno per chiedere che vengano adottate “tutte le iniziative necessarie per contrastare questi atteggiamenti di minaccia e di violenza nei confronti di chi fa informazione”.

LOrdine ha immediatamente provveduto a segnalare questo nuovo episodio di intolleranza all’Osservatorio nazionale. La Toscana, purtroppo, non è più una felice eccezione nel panorama nazionale e occorre attivarsi immediatamente prima che sia troppo tardi.
 
Carlo Bartoli

Presidente Ordine dei giornalisti della Toscana

 

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