mercoledì 3 gennaio 2018


Alessandro Dal Lago su FB 15 min · IL GROTTESCO CODICE “ETICO” del M5S – L’articolo 67 della costituzione italiana vieta espressamente il “vincolo di mandato”, ovvero la subordinazione di un rappresentante al partito nei cui ranghi è stato eletto: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Il significato del divieto, comune a quasi tutte le costituzioni moderne, è del tutto evidente. Un parlamentare non è responsabile verso un partito, ma verso gli elettori. Di conseguenza, se a un certo punto è in contrasto con il suo partito e vota in modo difforme, oppure cambia gruppo parlamentare, è nel suo pieno diritto. Punto. Le norme del nuovo codice “etico” del M6S, che prevedono una multa di 100.000 Euro per chi abbandona il gruppo o non vota la fiducia – cioè non si conforma alla volontà del ducetto Di Maio, del capocomico Grillo e dell’erede della ditta Casaleggio – sono quindi contrarie alla costituzione, scritte da ignoranti o da gente che disprezza la legalità costituzionale proprio mentre sbandiera la propria onestà (del tutto ipotetica visti gli avvisi di garanzia che bersagliano tutti gli amministratori grillini). È vero che queste “norme” non sono applicabili e che in qualsiasi tribunale verrebbero smontate facilmente. Ma sono un segnale di inquinamento della vita politica assai preoccupante. Se uno sottoscrive il codice senza capire quello che sta facendo è pericoloso, se lo fa in piena coscienza è doppiamente pericoloso, perché viola consapevolmente la legge fondamentale dello stato. Questa è la gente con cui Gargamella Bersani vorrebbe allearsi. Il codice prevede anche che ogni parlamentare versi 300 Euro a sostegno delle piattaforme informatiche che gestiscono la democrazia del clic del M5S. Insomma, che finanzi la ditta Casaleggio, la vera proprietaria del M6S. Visto che i sondaggi attribuiscono tra i 200 e i 250 seggi complessivi tra Camera e Senato al M5S, ciò significa che tra i 60.000 e i 75.000 Euro al mese (700-900 mila Euro all’anno) potrebbero entrare nelle casse di Casaleggio Jr. Il codice non è solo una bestialità giuridica, ma un esempio di svendita ai privati di una pubblica istituzione.

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